Esperienze

La testimonianza di Silvana Maglione (in foto), Intravedere – Arcidiocesi Campobasso Bojano

Tutte le cose belle accadono per caso, senza un’apparente ragione. È da quasi quattro anni che collaboro, in maniera costante, con la rivista dell’Arcidiocesi di Campobasso Bojano “IntraVedere”. Un’esperienza! La mia è stata una chiamata alla quale ho risposto senza esitazione, con entusiasmo e slancio, benché non conoscessi la natura del mio impegno. Il direttore della Caritas, don Franco D’onofrio, ed il vice, mi comunicarono che sarei stata, all’interno della rivista, la voce esterna della Caritas diocesana di Campobasso Bojano. Il mio compito era di raccontare la declinazione della precipua funzione, prevalentemente pedagogica, delle attività della Caritas, in quanto responsabile dell’Area Mondialità e Pace. L’avventura, intrapresa con responsabilità e sempre maggior consapevolezza del rilevante ruolo che mi era stato affidato, ha richiesto impegno, dedizione, studio, verifica ed un approccio diverso ad un incarico che fino ad allora avevo svolto con modalità diverse. Raccontare gli incontri, le storie di persone che si rivolgono alla Caritas è stata un’esperienza incredibile, in quanto ogni storia ha un volto, un’esigenza, una fragilità, vissuta con grande dignità, ma nello stesso tempo con una speranza che dirige verso la luce, che accompagna, coinvolgendo, i percorsi anche dei volontari che con grande generosità dedicano parte del loro tempo all’aiuto gratuito. Anche il mio ingresso in Caritas, come volontaria, ormai è passato oltre un quarto di secolo, è avvenuto a seguito di una chiamata. Le cose belle avvengono per caso! Così come per chiamata è avvenuto il mio ingresso, seppure occasionale e marginale, in FISC. Delegata per volontà del Direttore della rivista, mons. Giancarlo Maria Bregantini, sono stata “catapultata” nella grande famiglia della FISC. Inviata, come delegata sostituta, all’assemblea ordinaria elettiva del 23/25 novembre 2023, per il rinnovo delle cariche sociali, ho vissuto un’esperienza incredibile, arricchente, (ancora vivo quei momenti con emozione). L’incontro, timido, con persone che non conoscevo, che si son dimostrate disponibili, cordiali, ha consentito il superamento dell’iniziale disagio dell’incognito. Sono stata colpita dalla grande professionalità dell’organizzazione dei momenti congressuali, sociali e conviviali, della competenza dimostrata anche nella scelta delle esperienze extra congressuali (incontro con papa Francesco, indimenticabile momento formativo – “formazione, tutela e testimonianza” – le parole del Papa lasciate all’assemblea; la visita al Quirinale, altrettanto arricchente). L’incontro con mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e segretario generale della Cei, la relazione del presidente Ungaro e il resoconto del tesoriere, Simone Incicco, hanno scandito i lavori congressuali ai quali ha fatto eco la drammatica testimonianza di padre Ibrahim Faltas, vicario della Custodia di Terra Santa. Le sue parole accorate, cariche di pathos hanno ben descritto la realtà nella quale vive la Terra Santa a seguito dell’attentato di Hamas.  “In Terra Santa esiste un prima del 7 ottobre e un dopo il 7 ottobre” ha affermato padre Ibrahim. Ancora oggi a distanza di 7 mesi la situazione risulta drammatica: non accenna a ritrovare la pace. La Fisc, con le varie testate diocesane, racconta, con garbo e competenza, ai propri lettori, le esperienze dei territori, descrivendo minuziosamente anche le buone prassi. La comunicazione sociale, effettuata oggettivamente e con competenza, promuove la cultura del confronto. È una sfida che aiuta il percorso sinodale delle realtà ecclesiali. È stata una full immersion strepitosa!

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