MONS. GALANTINO, “MI PIACEREBBE CHE IL PAPA VENISSE IN IRAQ”

“Mi piacerebbe che il Papa prendesse in considerazione l’ipotesi di un viaggio a Erbil”. Con questo auspicio monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, ha risposto alle domande dei giornalisti al margine della seconda giornata dell’Assemblea dei vescovi italiani, in corso ad Assisi fino a giovedì. “Non sono l’organizzatore dei viaggi papali”, ha detto il vescovo interrogato sull’ipotesi di una “tappa” in Iraq durante il viaggio in Turchia. “Mi piacerebbe – ha aggiunto – che il Papa prendesse in considerazione l’ipotesi di un viaggio ad Erbil, magari non in questa circostanza”. “E se lui viene a sapere bene come stanno le cose, e qualche notizia l’ha già avuta, penso che non potrà negare la sua vicinanza”. Accompagnando l’arcivescovo caldeo di Erbil, Bashar Matti Warda, mons. Galantino ha poi ricordato il recente viaggio della delegazione Cei nel Kurdistan iracheno, raccontando: “Vista con occhio esterno, la situazione è ancora più drammatica: un dramma che ci ha suggerito di intervenire immediatamente”, ha aggiunto il segretario generale specificando che la Chiesa italiana ha già stanziato per i cristiani perseguitati in Iraq un milione di euro per gli aiuti e 2,3 milioni di euro per costruire un’università a Erbil, “visto che i tra i profughi tantissimi giovani non trovano spazio nelle università del kurdistan iracheno”.

 
“Il futuro non si può costruire senza cultura”, ha osservato mons. Galantino, citando anche i gemellaggi in atto tra famiglie, parrocchie e sacerdoti italiani e irachene. Mons. Warda, parlando con i giornalisti a margine dei lavori assembleari, ha confermato che, come ha detto ieri il cardinale Bagnasco nella prolusione, quello perpetrato ai danni dei cristiani è un vero e proprio “genocidio”: “Quando le persecuzioni eliminano tutto il passato, distruggendo libri e manoscritti, distruggono anche il presente e distruggono la cultura”.
 
Fonte Sir: www.agensir.it
 
(martedì 11 novembre 2014)
 
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