L’ATTUALITA’ POLITICA ITALIANA

I settimanali diocesani dedicano ampi spazi anche all’attualità politica italiana, che continua a vivere giornate convulse per diverse ragioni. Su tutte il voto (palese o segreto) per la decadenza di Silvio Berlusconi. “Si temono elezioni anticipate in primavera – afferma Raffaele Mazzoli, direttore del Nuovo Amico (Pesaro-Fano-Urbino) -. E questa sarebbe una brutta notizia. Invece chi sta a guardare con attenzione non senza attese, è Letta. Dove approderà il suo governo con Alfano e la protezione del presidente Napolitano? Finché la barca va, c’è speranza”. Il Ticino (Pavia) propone una riflessione sul bene comune, “un principio radicato, nello stesso tempo, nella persona e nella società. Un principio che impegna tutti i membri della società, secondo le proprie responsabilità”. L’Eco del Chisone (Pinerolo) nota che “l’attuale crisi dei partiti politici, e più ancora della politica, si rivela per quello che realmente è: la dissoluzione di un sistema basato su un rapporto tra cittadini-partiti-Stato e l’incapacità di sostituire a esso un diverso sistema di organizzazione della democrazia”. Al centro della vita politica italiana ci sono però anche altre questioni: i continui sbarchi a Lampedusa, il “datagate”, la situazione delle carceri, la condizione dei malati di Sla… Dinanzi all’“ondata di uomini e donne disposte a rischiare la vita pur di attraversare il Mediterraneo” Guglielmo Frezza, direttore della Difesa del Popolo (Padova), chiede “un salto di qualità nella discussione e l’Italia, in questo, ha una doppia responsabilità: non solo perché è il suo mare a tingersi di sangue, ma perché la sua è la storia di un popolo di emigranti, ieri e – basta guardare i numeri – ancora oggi. Lo stesso dicasi per noi cattolici, perché in gioco (…) è una grande questione di giustizia, che riguarda i diritti fondamentali di ogni uomo”. Di diritti dell’uomo parla anche Vincenzo Rini, direttore della Vita Cattolica (Cremona), commentando le vicende legate al cosiddetto “datagate”. È necessario, secondo Rini, “ridiscutere i limiti di azione di questi nuovi ‘grandi fratelli’. A partire dalla considerazione del primato delle persone, che non possono essere private della loro libertà. Senza vera libertà è la dignità dell’uomo e della donna a cedere il passo. E nell’offesa alla dignità e alla libertà non esiste progresso”. Il Portico (Cagliari) si occupa della situazione carceraria, con la testimonianza di p. Massimiliano Sira, cappellano del carcere di Buoncammino (Ca). Qui, racconta p. Sira, “si vive con dignità, sia da parte degli agenti sia di tutti gli altri: ci può essere uno stato di malessere, ma è comprensibile. I detenuti sono da guardare con comprensione: sono capaci di andare avanti nonostante le fatiche di ogni giorno, a prescindere da ciò che hanno fatto. Il fatto che i detenuti non manifestino troppo disappunto per ciò che non va ci aiuta a portare avanti le attività con loro tutti i giorni”. Pierlugi Sini, direttore della Voce del Logudoro (Ozieri), ritorna sulla morte di Raffaele Pennacchio, malato di Sla, deceduto nei giorni scorsi in un albergo di Roma, qualche ora dopo aver ottenuto l’ennesimo impegno da parte dell’Esecutivo per il rafforzamento dell’assistenza domiciliare a discapito dei posti letto nelle Rsa (residenze sanitarie assistenziali) e l’aumento del Fondo per la non autosufficienza. “Il sacrificio di Raffaele – afferma Sini – sia motivo per dare speranza a chi, da un letto vuole continuare a sperare e lottare per una vita migliore”.

 
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