CAMPAGNA UNO DI NOI

Superato di slancio il milione di firme. Conclusione a quota 1 milione e 600mila. Ruolo decisivo dell’Italia con 600mila sottoscrizioni. Si passa ora alla validazione delle firme su base nazionale. Maria Grazia Colombo, portavoce italiana: “La questione dell’inizio vita non è questione dei cattolici, ma di tutti gli uomini e donne. Il rispetto della vita fin dal concepimento deve uscire dall’assedio ideologico, di parte”
 
Un Paese, l’Italia, che ancora una volta si rivela molto sensibile ai temi della vita e che si comporta di conseguenza: questa è la prima impressione che si ha di fronte ai risultati della raccolta firme europea per la campagna “Uno di Noi”, che con il 31 ottobre giunge a conclusione totalizzando circa 1,6 milioni di firme. Ebbene, di questo milione e 600mila firme raccolte nei 28 Paesi europei, quasi 600mila sono di cittadini italiani: cioè un “rotondo” 37% del totale continentale, una percentuale più che lusinghiera e che conferma quanto il valore della vita umana sia congeniale al nostro popolo e alla sua cultura diffusa. A conferma di questo basti dire che l’Italia ha raccolto il 957% del proprio “minimo” nazionale, che era di “sole” 54.750 firme. Ma anche altri Paesi europei (17 su 28 aderenti alla Unione) hanno dato prova di grande attenzione e apertura su questo tema. Infatti, ad esempio, la Polonia ha raggiunto il 567%, la Romania il 490%, Malta il 412%, la Slovacchia il 320%, l’Ungheria il 306%, la Spagna il 247%, la Germania il 204%, e così via fino alla Grecia che, nonostante la crisi economica, ha superato il proprio “minimo” attestandosi attorno al 102%. Fanalini di coda, purtroppo, Paesi pure importanti come il Regno Unito (fermo al 32%), la Svezia al 17%, la cattolica Irlanda che non è riuscita a toccare il proprio minimo fermandosi al 76%, o la Bulgaria che si è fermata al 7% e la Finlandia al 12%. Ora che i risultati sono acquisiti, si passa alla fase “due”, quella della validazione delle firme stesse e poi dell’iter politico di accettazione parlamentare delle istanze di “Uno di Noi”, dove si giocheranno al meglio i “politici per la vita” europei. Maria Grazia Colombo, portavoce del Comitato italiano “Uno di Noi”, fa il punto della situazione a campagna ultimata.
 
L’oggetto della campagna europea “Uno di Noi” è la “protezione giuridica della dignità, del diritto alla vita e dell’integrità di ogni essere umano fin dal concepimento”. Al Comitato italiano siete soddisfatti di come sono andate le cose?
“Sì, sia per il numero delle firme raccolte che per gli incontri fatti a partire dall’oggetto della campagna. Le firme sono arrivate da tutta l’Italia, in modo molto spontaneo e sono state seguite o anticipate da incontri in parrocchie, gruppi o associazioni. Una creatività inaspettata”.
 
Il fatto di avere raggiunto un traguardo di firme così alto cosa sta a significare dal punto di vista culturale ed etico?
“Che la questione ‘inizio vita’ non è data per scontata. Ancora, che la questione non è questione dei cattolici, ma di tutti gli uomini e donne. Il rispetto della vita fin dal concepimento deve uscire dall’assedio ideologico, di parte. Parlare di vita vuol dire parlare di un bene che possiamo definire bene comune”.
 
A questo punto, quali interventi andrete a chiedere alle istituzioni comunitarie e in quali settori specifici?

“Il nostro richiamo al rispetto del concepito vuole essere un richiamo forte e popolare a un’Europa sorda che vive sempre più di equilibri, di status quo. Si parla d’innovazione, di ricerca, ma come si possono mettere in moto meccanismi innovativi in campo formativo se non c’è chiarezza sulla definizione di persona? Il fattore economico senz’altro è fondamentale per una ‘ripresa’, ma ciò che occorre oggi è un sobbalzo che rompa gli schemi e faccia cadere definitivamente i muri”.
 
Chi e in che modo s…

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