VERSO IL CONCLAVE
L’ispirazione divina

L’elezione del nuovo Pontefice è certamente un fatto mediatico, eppure, di natura sua, tende a sfuggire alla semplice omologazione ad evento politico o mondano. Ne è prova il fatto che le votazioni dei cardinali sono coperte da riservatezza, al punto che questi scompaiono dalla vista del mondo e si chiudono “sotto chiave”, cioè in conclave. Nessuna immagine, nessuna registrazione è possibile, sono possibili solo ricostruzioni, il più delle volte imprecise.

 
Questo fatto sembra andare esattamente contro la logica dei mezzi di informazione, i quali per “dovere di cronaca” vorrebbero sapere e far sapere ogni singola presa di posizione e ogni minimo particolare. Perché la Chiesa non li accontenta, anzi sceglie come strumento di comunicazione un povero mezzo come quello del fumo di un comignolo, posto su un antico tetto?
Sì, quello per alcuni giorni diventa l’unico strumento di comunicazione tra il cuore della Chiesa e il mondo; sostituisce la sala stampa, dove normalmente sono diffuse le notizie più importanti della vita della Chiesa e spiegati testi e messaggi del Papa e delle congregazioni romane. Nell’era della globalizzazione, dove grazie ad internet il mondo è diventato maggiormente un villaggio globale, la notizia al momento più attesa sarà annunciata in anteprima dal fumo di un camino. Nostalgia? Attaccamento a cose del passato? Incapacità di servirsi di nuovi strumenti?
Eppure, a ben pensarci, il camino innalzato nei giorni scorsi e la Cappella Sistina hanno un significato ben diverso, rispetto a quello dell’attaccamento a riti e tradizioni. Per comprenderlo occorre andare al fondo delle cose: che cosa è la scelta del nuovo pontefice? Meglio ancora: come avviene? Su questo non ci sono dubbi: il Papa viene eletto dai cardinali riuniti in conclave per ispirazione divina. Cioè Cristo Signore per mezzo dello Spirito indica colui che sceglie come proprio vicario. Questo è il senso degli avvenimenti. Tutta la storia della Chiesa è un intreccio di iniziativa divina e di risposta umana, un insieme di opera di Dio e di contributo degli uomini: il secondo può talvolta essere parziale o addirittura mancare, ma se c’è − e il più delle volte c’è! − le cose per forza vanno secondo il volere di Dio. È chiaro che se ci si pone fuori da questa logica, non si capisce più nulla. Se manca la prospettiva adeguata, non si può capire la vita della Chiesa e l’elezione di un nuovo Papa è semplicemente un fatto politico, anche se di politica alta, perché – si può facilmente riconoscere – è per il bene del mondo.
Allora la questione non è più: chi eleggeranno i cardinali? Ma, diventa: quale è il pastore che Cristo Signore indica oggi per la sua Chiesa? I cardinali metteranno da parte le proprie opinioni e si porranno in docile ascolto. Uno dei criteri di individuazione dell’eletto, probabilmente, è quello di scorgere le necessità spirituali della Chiesa e del mondo e di associarvi il volto, la figura di un vescovo che risulti il più idoneo. Questo è il motivo delle numerose congregazioni che hanno preceduto il conclave, durante le quali i cardinali hanno preso coscienza delle necessità odierne e si sono conosciuti ancora di più. Ma, poi, Dio parlerà a questi uomini in tanti altri modi a lui noti e famigliari.
L’ispirazione divina deve essere favorita e custodita, affinché non prevalgano altre voci, che assumano il valore dell’imposizione. In passato queste erano le voci dei potenti della terra, oggi sono quelle di talune campagne mediatiche – sempre piegate a qualche potente − le quali promuovono o bocciano. Per questo motivo i cardinali si chiudono a chiave, quasi per non essere disturbati, affinché ciascuno ascolti la voce giusta.
E il comignolo? Sì è un povero strumento, ma molto eloquente. Conduce un fumo – bianco o nero – che subito si disperde nel cielo di Roma; eppure comunica una notizia. Forse è la migliore immagine della consistenza che ha il contributo…

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