L’IMPEGNO DEI CATTOLICI

Dopo le parole del card. Bagnasco all’assemblea della Cei e il richiamo del Papa, per il quale “il bene comune è ciò che costruisce e qualifica la città degli uomini”, ora, sottolinea Fermento (Brindisi-Ostuni), “i cattolici italiani non possono più avere alibi alla richiesta d’impegno”. “Senza complessi d’inferiorità – rimarca Francesco Zanotti, direttore del Corriere Cesenate (Cesena-Sarsina) – i cattolici non possono permettersi di rifugiarsi in un angolo e neppure possono limitarsi alle necessarie opere di carità”. “Occorrono – prosegue – orizzonti più ampi e mete ambiziose per fare uscire il Paese dalla palude in cui si ritrova. Occorre uno scatto di responsabilità in grado di mettere in moto le migliori energie che altrimenti rischiano di deprimersi in un marasma fin troppo generalizzato”. Nella politica italiana, lamenta Luca Sogno, direttore del Corriere Eusebiano (Vercelli), “di concreto non c’è davvero nulla se non la nefasta prospettiva di tornare a votare. E anche su questo nessuno dei nostri politici pare avere il coraggio di staccare per primo la ‘spina’. Il risultato è ancora peggiore dell’instabilità che seguirebbe a una crisi di governo”.
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