«I contributi diretti all’editoria? Uno strumento essenziale per il pluralismo»: così il sottosegretario per l’Informazione e l’Editoria Alberto Barachini risponde a Famiglia Cristiana e alla FISC (la Federazione italiana dei settimanali cattolici) all’interno dell’inchiesta sulle loro testate, i cui finanziamenti, previsti dal decreto legislativo 70 del 2017, andranno a esaurirsi nel 2030.
Nell’intervista – che viene pubblicata oggi su Famiglia Cristiana e, in questi giorni, su tutti i giornali delle diocesi italiane – il sottosegretario Barachini affronta alcuni nodi centrali: il valore del giornalismo come argine alla disinformazione, il futuro dei contributi pubblici, l’impatto dell’IA e il legame profondo tra informazione di qualità e partecipazione democratica. Infine, il ruolo che può e deve svolgere l’Unione Europea.
Milano, 29 gennaio 2026 – Sono nati all’ombra dei campanili, la maggior parte più di cent’anni fa. E ancora oggi rappresentano “l’altra campana” dell’informazione italiana. Stiamo parlando della “buona stampa”, la Via Lattea dell’informazione cattolica che va da Famiglia Cristiana e alle altre testate della Periodici San Paolo – fra cui Credere, Jesus, Vita Pastorale, Gazzetta d’Alba, Il Giornalino – al quotidiano della Cei Avvenire, alle riviste missionarie (ad es. Mondo e Missione e il Messaggero di Sant’Antonio), dalle riviste del mondo ecclesiale come Tracce e Città Nuova fino ai giornali diocesani. Questi ultimi sono una flotta di 189 organi di informazione tra settimanali, quindicinali, agenzie, un quotidiano e testate on line, 500 dipendenti, cinque milioni di lettori tra edizioni cartacee e siti web, riuniti dalla FISC, la Federazione italiana dei settimanali cattolici.
Si tratta di uno straordinario e fondamentale contributo alla libertà di informazione del nostro Paese.
Il direttore di Famiglia Cristiana don Stefano Stimamiglio e Chiara Genisio, vicepresidente vicario della FISC, hanno intervistato il sottosegretario per l’informazione e l’Editoria Alberto Barachini (nella foto al centro, a destra Genisio, a sinistra Stimamiglio). Nell’intervista – che viene pubblicata nel numero della testata del Gruppo Editoriale San Paolo da oggi in edicola e, in questi giorni, su tutti i settimanali delle diocesi italiane – il sottosegretario Barachini ipotizza la creazione di un «PNRR europeo per l’editoria e l’informazione, un fondo destinato a sostenere il pluralismo, l’innovazione e l’occupazione del settore».
Lo scenario, secondo Barachini, è chiaro: «Il giornalismo professionale e l’informazione locale sono il principale argine a fake news e deepfake. A rischio – spiega – c’è il consumo di fiducia e, di conseguenza, la partecipazione democratica». Da qui gli strumenti adottati: «Abbiamo introdotto criteri di sostegno come “valore giornalistico” e avviato una Commissione sull’impatto dell’IA». Sul contrasto alla chiusura delle edicole, continua Barachini: «Dobbiamo sostenere la distribuzione, soprattutto nelle aree remote e mantenere aperti punti vendita fondamentali per la comunità».
Il digitale? «Non sostituirà mai completamente la carta stampata. I lettori più fedeli sono over 55 e preferiscono la carta. Inoltre, il mercato editoriale digitale, da solo, non riesce a sostenere il settore».
E ancora, i contributi diretti: «Li consideriamo uno strumento essenziale per il pluralismo. Stiamo lavorando a un aggiornamento del regolamento che premi il lavoro giornalistico e la presenza sul territorio, mantenendo i livelli di sostegno e valorizzando le realtà più attive e radicate».
Infine, l’importanza di coinvolgere i giovanissimi nel percorso di valorizzazione della carta stampata: «La scuola è un passaggio fondamentale. Abbiamo messo a disposizione risorse perché gli istituti possano abbonarsi a quotidiani e periodici, ma queste misure sono ancora poco utilizzate».
