LA MEMORIA DELLA CHIESA ITALIANA NEL TEMPO DEL COVID

“Con lo sguardo del Narratore – l’unico che ha il punto di vista finale – ci avviciniamo ai protagonisti, ai nostri fratelli e sorelle, attori accanto a noi della storia di oggi. Sì, perché nessuno è una comparsa nella scena del mondo e la storia di ognuno è aperta a un possibile cambiamento. Anche quando raccontiamo il male, possiamo imparare a lasciare lo spazio alla redenzione, possiamo riconoscere in mezzo al male anche il dinamismo del bene e dargli spazio. Si tratta di fare memoria di ciò che siamo agli occhi di Dio, di testimoniare ciò lo Spirito scrive nei cuori, di rivelare a ciascuno che la sua storia contiene meraviglie stupende”.
Così papa Francesco nel messaggio per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali che abbiamo celebrato nelle settimane scorse.
La pandemia di Covid-19 ha sconvolto pesantemente la vita di tutta l’umanità: anche le nostre comunità cristiane si sono trovate, improvvisamente, a vivere una quotidianità inaspettata ed a cui nessuno era preparato. La sospensione delle attività parrocchiali e l’impossibilità di essere comunità attorno all’Eucarestia hanno obbligato a ripensare le modalità di una vicinanza che potessero farsi portatrici comunque di Speranza; quella Speranza che deve accompagnare il nostro cammino e di cui, come credenti, siamo sempre chiamati a rispondere a chi ce ne domandi ragione.
Dall’inizio dell’emergenza sono tante le Storie di Speranza nate ogni giorno nelle nostre Chiese locali: un flusso ininterrotto che si è sviluppato dal nord al sud del Paese “senza rumore e megafono” (come ha ricordato il Segretario generale della CEI, mons. Stefano Russo) e che solo in parte è già stato raccontato dai media italiani di ispirazione ecclesiale.
È importante, però, che tutto questo patrimonio non vada perduto e possa costituire riferimento importante per il futuro che stiamo costruendo.
La Conferenza episcopale italiana, attraverso la Segreteria generale e con il coordinamento dell’Ufficio nazionale per le Comunicazioni sociali, ha quindi inteso sostenere concretamente la Federazione italiana dei Settimanali cattolici e l’associazione Corallo in un percorso di raccolta e valorizzazione delle storie che possa contribuire a formare la memoria di come la Chiesa italiana abbia vissuto e stia vivendo il tempo del Covid-19. Lo stile sarà quello del long journalism tipico del giornalismo americano, favorendo anche la sinergia fra le diverse realtà massmediali (giornali, radio, televisioni…) ove eventualmente esistenti nello stesso territorio.
Si tratta di un importante riconoscimento al ruolo che i media di ispirazione ecclesiale hanno svolto anche in questo periodo: pur fra mille difficoltà, hanno saputo essere “coscienza civile” del Paese e raccontare quell’impegno concreto di prossimità delle nostre comunità, più volte sollecitato anche da papa Francesco nel corso del suo Magistero.
Aderiscono alla Fisc 183 testate diocesane (cartacee, on line, agenzie di stampa) diffuse su tutto il territorio nazionale e all’estero. Il Corallo associa 183 radio e 61 televisioni, 2 Consorzi Radio, 1 Agenzia di informazione.
Le storie saranno raccolte e messe a disposizione su una piattaforma che potrà diventare, in questo modo, il luogo dove la Storia si fa memoria del tempo del Covid della Chiesa italiana.

Mauro Ungaro Presidente Fisc – Luigi Bardelli Presidente Corallo

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