L’EUROPA E L’UCRAINA

Dalla politica nazionale a quella europea, con un focus particolare sull’Ucraina. “Gli avvenimenti dell’ultima settimana con il rovesciamento politico all’interno del Paese – annota Romanello Cantini, esperto di politica internazionale, su Toscana Oggi (settimanale regionale) – hanno fatto pensare e dire che il pericolo della guerra civile in Ucraina sia ormai superato. Ma a chi guarda al destino di questo Paese, legato a un fragilissimo equilibrio e da sempre diviso per confini razziali, linguistici, culturali e non solo politici dopo la fine dell’Urss, al di là del successo strategico attuale conseguito dall’Europa e dietro di essa dagli Stati Uniti, non è possibile ancora liberarsi da ogni preoccupazione”. Intanto, osserva Paolo Lomellini, editorialista della Cittadella (Mantova), “si consuma un apparente paradosso. Chi è ai margini dell’Unione europea cerca di entrare in essa come una possibile ancora di salvataggio per vincere le proprie difficoltà. Altri Paesi che costituiscono segmenti importanti dell’Unione europea sono al tempo stesso preda del diffondersi di un sentimento antieuropeo”. Per questo, afferma sul Ticino (Pavia) Dario Velo, docente dell’Università di Pavia, “ancora una volta si tratta di unire, con fiducia e solidarietà, non di difendere le divisioni, bloccati dalla paura e dall’egoismo”. Vita Trentina (Trento) dà notizia che “gli ucraini e le ucraine del Trentino saranno in piazza, domenica 2 marzo a Trento, per ricordare le vittime degli scontri. Alcuni dei feriti potrebbero essere curati in Trentino”.

 
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