SITUAZIONE POLITICA

Usciti alla vigilia del voto per il presidente della Repubblica, diversi giornali si concentrano sull’elezione. “Se lo scontro frontale continuerà nell’elezione del presidente – osserva Vincenzo Rini, direttore della Vita Cattolica (Cremona) -, potrebbe causare una situazione di rifiuto della politica, di disprezzo dei partiti, a tutto vantaggio dell’antipolitica”. Per Cammino (Siracusa), “il nuovo capo dello Stato non potrà fare altro che mettere in campo un governo fuori dai partiti” ponendo “in agenda tre punti: riforma della legge elettorale, alcuni provvedimenti economici di massima urgenza e alcune riforme istituzionali condivise e poi ritornare al voto”. Dello stesso parere è l’Eco del Chisone (Pinerolo): “Un’Italia profondamente divisa attende un presidente autorevole, capace di convincere le diverse coalizioni ad accantonare il conflitto e a mettersi al servizio del Paese, almeno per il tempo necessario alla riforma della legge elettorale”. Marco Zeni, direttore di Vita Trentina (Trento), osserva che, “da Sandro Pertini in poi soprattutto, i presidenti che si sono succeduti al Quirinale (Cossiga, Scalfaro, Ciampi e Napolitano) sono risultati tutti di straordinaria levatura”, e quindi “c’è da augurarsi che anche in quest’occasione le trattative preliminari fra i partiti diano i loro frutti migliori”. Secondo Corrado Avagnina, direttore dell’Unione Monregalese (Mondovì) e della Fedeltà (Fossano), “in questa fase convulsa (…) ai credenti (e non solo a loro) si può chiedere laicamente che si facciano carico trasversalmente di una ‘cittadinanza responsabile’ per il ‘bene comune’, abdicando a ogni riflesso condizionato dalle logiche partitiche che bloccano un po’ tutto”. Per Adolfo Putignano, direttore dell’Ora del Salento (Lecce), “emerge fortemente l’esigenza di una reale e chiara etica per i responsabili della cosa pubblica, chiamati a ispirarsi ai grandi valori della giustizia e dell’equità nell’articolata ricerca delle soluzioni ai problemi dell’individuo e dei popoli”. Ai cristiani, aggiunge Angelo Sconosciuto, direttore di Fermento (Brindisi-Ostuni), “spetta innanzitutto riannodare i fili di una speranza e intervenire lì dove è possibile, senza delegare, in questa fase di emergenza, che è tale da qualunque punto di vista la si guardi”. E sul Corriere Apuano (Massa Carrara-Pontremoli) il vicedirettore Giovanni Barbieri cita la “lezione di coerenza e di servizio” che viene da Benedetto XVI e Napolitano, “due grandi vecchi” che “scompaiono dalla scena internazionale lasciando il segno di una straordinaria dignità che li ha accomunati in questi ultimi anni seppur con ruoli diversi”.

Passando alla politica locale, sul Popolo (Concordia-Pordenone) il direttore Bruno Cescon parla del prossimo voto amministrativo in Friuli Venezia Giulia, ricordando che “è un dovere e un diritto” e “chi non entra in cabina elettorale lascia scegliere il suo futuro, quello dei figli ad altri”. Dal Nord al Sud… Mario Barbarisi, direttore del Ponte (Avellino), guardando alla “politica ad Avellino e in Irpinia”, osserva che “è lontanissimo il gesto compiuto da Giorgio La Pira, che (allora sindaco di Firenze) passeggiando per la città, nel vedere un bisognoso infreddolito che chiedeva l’elemosina, si tolse il cappotto nuovo e lo adagiò sulle spalle del poveretto”. Oltralpe rivolge invece l’attenzione Guglielmo Frezza, direttore della Difesa del Popolo (Padova), concentrandosi sulla “decisione della Francia di ‘riscrivere’ il matrimonio” – proprio nel Paese dove “nasce l’istituto del matrimonio civile” con la Rivoluzione francese – eliminando “qualsiasi…

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