VALORI E DISVALORI

“Si vuole eliminare Dio sostituendolo, a seconda delle occasioni, con qualche surrogato: la ragione, il caso, il progresso umano o altro ancora”, avverte la Cittadella(Mantova). Giordano Frosini, direttore della Vita (Pistoia), punta il dito sui “due mali fondamentali del nostro tempo: l’individualismo e il permissivismo morale, due nomi che, al fondo, indicano la stessa malattia e che stanno corrodendo fino al suo midollo il tessuto delle società occidentali”. Eppure, il Censis ha offerto, con una sua recente indagine sui valori portanti in Italia, un quadro diverso, come ricorda Corrado Avagnina, direttore dell’Unione Monregalese (Mondovì) e della Fedeltà (Fossano): “Il Censis ribalta un po’ i luoghi comuni disfattisti e negativi che vanno per la maggiore. La radiografia dà per esempio in crescita fino all’81% la fascia di italiani che hanno un ‘orientamento al Trascendente’, che cioè guardano al di là delle cose, che si affidano a Dio anche se non ne conoscono appieno il nome e il profilo nella fede cristiana”. Per Stefano Fontana, direttore di Vita Nuova (Trieste), “la Chiesa deve vivere una dimensione comunitaria di popolo dove la vita di grazia alimenti, sostenga e ricostituisca anche l’umano che si va spegnendo. Questa ricostruzione è un fatto di dottrina e anche di vita”.
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