VIOLENZE ANTIRELIGIOSE, CONFLITTI E RAPIMENTI

Al centro degli editoriali dei settimanali anche alcuni conflitti in diversi Paesi del mondo. Emmaus (Macerata) si occupa delle “violenze antireligiose” che “nel nostro tempo sembrano essere in una fase crescente: i cristiani sono tra le comunità religiose più sottoposte a persecuzione. (…) Le recenti notizie delle violenze anticristiane in Nigeria sono l’ultimo fatto allarmante di un mondo che sta divenendo sempre più anticristiano e sempre più discriminante e violento”. Ma “senza un autentico rispetto del diritto di professare la propria fede non c’è civiltà; non a caso la libertà di fede è stata in Occidente all’origine della storia delle libertà”. Per Bruno Cappato, direttore della Settimana (Adria-Rovigo), “occorre chiederci se questi fratelli cristiani della Nigeria avvertono il calore della nostra solidarietà e presenza, così come accadde nelle prime comunità cristiane quando imperversarono le prime persecuzioni. Di qui poi una riflessione e una ricerca di contatto; di qui un esame delle vie e delle forme che possono essere il canale adatto a testimoniare in modo concreto il nostro essere – come cristiani – una sola comunità, una sola famiglia”. Marco Piras, direttore dell’Arborense (Oristano), riporta all’attenzione dell’opinione pubblica la vicenda di Rossella Urru, la giovane cooperante sarda, rapita nella notte tra il 22 e il 23 ottobre 2011 nel campo profughi saharawi di Hassi Rabuni, nel Sud-Ovest dell’Algeria. “A noi – dice Piras – spettano diversi compiti da portare avanti. Il primo è quello di continuare a pregare e sperare. Ma anche quello di restare vicini alla famiglia, agli amici e alla comunità di Samugheo che senza sosta attende il ritorno a casa della ‘nostra’ Rossella. L’ultimo è quello di non dimenticarci di questa vicenda, soprattutto nel periodo estivo. La nostra solidarietà non può andare in vacanza”.

 
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