SITUAZIONE POLITICA

Alcuni editoriali si concentrano sulla situazione politica italiana. A fare il punto è Antonio Ricci, direttore del Corriere Apuano (Massa Carrara-Pontremoli): “Dopo un’estate vissuta pericolosamente, con l’inizio dell’autunno il dibattito politico sembra giunto alla resa dei conti: non potrebbe essere altrimenti, perché il Paese ha comunque bisogno di un governo che svolga in pieno le sue funzioni e i provvedimenti devono trovare in Parlamento una maggioranza solida per essere approvati. Questo per dire che, se non fossero costretti ad arrivare al dunque, i nostri politici sarebbero capaci di protrarre all’infinito le diatribe politico-istituzionali, pur di non rinunciare a quella ribalta che è comunque capace di garantire visibilità e potere”. Per Emmaus (Macerata), “è quanto mai necessario che le fazioni in cui l’Italia è divisa, abbattendo l’orgoglio e la superbia, abbiano il coraggio di stimare le qualità dell’avversario”. Nella situazione attuale, afferma Lauro Paoletto, direttore della Voce dei Berici (Vicenza), “c’è spazio per la cosiddetta società civile chiamata, oggi più di ieri, a non lasciar che la nostra democrazia diventi prigioniera della palude, riprendendo l’iniziativa, magari a partire proprio dalla modifica della legge elettorale”. Per Amanzio Possenti, direttore del Popolo Cattolico (Treviglio), se la “Politica ‘pensasse’ all’altro, ritroverebbe i suoi consensi anziché imbattersi nei sempre più frequenti (e preoccupanti) rifiuti della comunità”. Attualmente, rimarca Il Nuovo Giornale (Piacenza-Bobbio), “rimane auspicabile una stagione politica in cui i cattolici, indipendentemente dagli schieramenti, interpretino un ruolo significativo, oltre alle lodevoli esperienze attuali; potrà essere raggiungibile – forse – se si lavora e prega in tal senso”. Sull’impegno dei cattolici in politica anche Francesco Zanotti, direttore del Corriere Cesenate (Cesena-Sarsina): “I cattolici impegnati in politica rischiano la dispersione e l’insignificanza ormai totale. Schiacciata dai diktat di parte, risulta quasi impercettibile all’opinione pubblica una loro significativa presenza. Alla vigilia della 46ª Settimana Sociale che si terrà a Reggio Calabria, è tornato di grande attualità il ruolo dei credenti nella società italiana. Se da un lato si auspica come un sogno una nuova generazione di politici, dall’altro occorre prendere coscienza che il momento si presenta assai complicato. (…) Per vocazione non possiamo non interessarci delle sorti del Paese”. Riprendendo il tema della Settimana Sociale (“Cattolici nell’Italia di oggi. Un’agenda di speranza per il futuro del Paese”), Giuseppe Rabita, direttore di Settegiorni dagli Erei al Golfo (Piazza Armerina), chiede: “Quale agenda di speranza per il nostro territorio?”. “Un’agenda di speranza per il Sud – questa la risposta – paradossalmente può venire solo dalle nuove generazioni in un percorso lungo e difficile, sicuramente elitario, che parta dall’amore alla propria cultura e alla propria terra”. Guglielmo Frezza, direttore della Difesa del Popolo (Padova), guarda invece al problema dell’edilizia pubblica, “un altro tema che – al pari del lavoro o della scuola – tocca le corde del Paese ma rimane inevaso dalla politica: evidentemente troppo impegnata a progettare le due future ‘grandi case’ dei moderati e dei progressisti per dedicarsi a costruire vere case di mattoni”.
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