SINODO SULLA FAMIGLIA

Si accendono i riflettori sul prossimo Sinodo dei vescovi sulla famiglia, che si riunirà a Roma dal 5 ottobre. “Molte e gravi sono le sfide che riguardano la famiglia e che il Sinodo dovrà affrontare. Sosteniamo i suoi lavori con la nostra preghiera quotidiana. Anche in famiglia”. È l’invito che rivolge dalle pagine della Vita Cattolica (Cremona) il vescovo, monsignor Dante Lafranconi. “La famiglia è capace di contenere le differenze, certa che l’accoglienza dell’altro significa custodire la sua unicità, rallegrarsi della sua novità, camminare nelle sue scarpe anche, ma rimanendo l’uno distinto dall’altro. Così si può maturare e vincere la tentazione che oggi ci viene propinata, della facile omologazione che, togliendo le differenze, rende più poveri e induce il sospetto che una società tutta uguale sia più facilmente controllabile e manipolabile”, si legge nell’editoriale di Millestrade (Albano). Luigi Accattoli nell’editoriale di Emmaus (Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia), osserva: “Si dovrà dunque procedere – dice il Papa – senza cadere nella casistica: senza cioè dare priorità alle questioni particolari: numero dei figli, controllo delle nascite, famiglie irregolari, in crisi, divise, sposate solo civilmente, coppie di fatto, divorziati risposati, coppie omosessuali. I due Sinodi dovranno trattare dell’intero universo della famiglia e dunque anche di questi ‘casi’, ma il Papa vuole che si parta da un messaggio in positivo ispirato al Vangelo della misericordia”. Il Nuovo Diario Messaggero (Imola) evidenzia: “A leggere commenti e riflessioni dei media sembra che si giochi la partita tra i favorevoli e i contrari alla comunione ai divorziati. Presentato in questo modo il Sinodo perde tutta la sua portata di cammino e verifica ecclesiale”. Oggi, fa notare Amanzio Possenti, direttore del Popolo Cattolico (Treviglio), “il tema famiglia appare molto complesso, tra ferite e rinnovati stimoli, ma la Chiesa non tralascia alcunché possa essere di aiuto concreto non solo ideale al pur tribolato cammino. Essa è patria sacra di ognuno di noi, checché nella cultura relativista di questi tempi si cerchi di colpirla proprio nella sua centralità umana, ordendo argomentazioni inaccettabili prima che inattendibili e spingendo a svilirne il senso di tesoro insostituibile nella società”. Per il Ticino (Pavia), “il Sinodo apre un periodo di grazia per la Chiesa e per il mondo, per una Chiesa che sperimenta di esistere perché il mondo viva. Certo è un periodo anche di contrasti tra persone, modi diversi di vedere e di pensare: ma questa è la bellezza della Chiesa che vive l’unità, che è solo Dio, nella pluralità delle esperienze umane”. Pensando al Sinodo che sta per aprirsi, Vincenzo Tosello, direttore di Nuova Scintilla (Chioggia), evidenzia: “Tutta la complessità del contesto attuale, da quello internazionale a quello nazionale e locale, si ripercuote, in ultima analisi, nelle famiglie – presenti e future – che faticano sempre più a svolgere il ruolo di ‘ammortizzatori’ contro i troppi scompensi”.

 
 
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