SALVATORE MARTINEZ OSPITE DI SOUL

“Papa Francesco è un uomo libero, dal potere, dal denaro fatto idolo, dalle forme in cui si vorrebbe costringerlo; ha una visione essenziale, da povero, che rende il suo linguaggio capace di essere seguito da tutti”. Lo dice a SOUL  Salvatore Martinez, presidente del movimento “Rinnovamento nello Spirito”, nell’intervista a Monica Mondo che andrà in onda domani alle 11.15 (in replica domenica 21 alle 20.30) su Tv2000 (canale 28 del digitale terrestre, 140 di Sky, in streaming su www.tv2000.it). A pochi giorni dall’evento che, il prossimo 3 luglio, vedrà radunati attorno a Papa Francesco in piazza San Pietro migliaia di fedeli appartenenti al movimento, Martinez sottolinea il carisma del Pontefice argentino. “Viaggiando in Sud America – spiega – ho visto cos’ha lasciato lì il cardinal Bergoglio… E’
impressionante, si comprende che venendo  a Roma ha semplicemente cambiato domicilio; lui vuole vivere il suo compito con l’immediatezza del vescovo che sta con la sua gente”.
 
A colloquio per trenta minuti con Tv2000, la guida del “Rinnovamento”, che è anche musicologo e compositore, primo laico alla presidenza, riflette sul fatto che oggi “è difficile vedere Dio tra le pieghe della storia, ma con Papa Francesco tutti lo vedono, la gente dice “E’ Gesù!”, e anche chi non crede ne vede il fascino che rimanda ad Altro”. Il suo ragionamento si scioglie in un confronto i pontefici degli ultimi anni ricordando il carisma di Giovanni Paolo II e “il genio” di Benedetto XVI, “la sua capacità di aiutare gli uomini a pensare la fede”. “Ognuno – puntualizza – porta una novità nella Chiesa e sempre il riverbero Odi Cristo”.
 
L’ecumenismo “spirituale” è il tema al centro della riflessione proposta durante l’evento del 3 luglio, un concerto con artisti di fama internazionale, tra cui Andrea Bocelli e Noa, che apre la 38ª Convocazione nazionale del “Rinnovamento nello Spirito”. “Rinnovamento – osserva Martinez
– è un movimento ecumenico che si riferisce alle tre tradizioni cristiane, cattolica, ortodossa, evangelica. La forma dell’ecumenismo spirituale che Papa Francesco ci raccomanda è quella che produce maggiori risultati.  Se parliamo di ecumenismo della carità, di ecumenismo teologico, abbiamo non poche difficoltà, sui dogmi, sulle articolazioni della fede. Se l’ecumenismo si fa socioculturale, dobbiamo guarire secoli di ferite. Ma se proviamo a riconoscerci fratelli, cercando ciò che unisce, questo lavoro di metterci insieme lo fa lo Spirito”.
 
Il presidente del “Rinnovamento” racconta a Tv2000 di essere sposato con la donna con cui, sin da ragazzo, condivide le sue scelte e la sua storia di fede. “La famiglia è il luogo in cui impariamo ad essere uomini – osserva -.
La tragedia del nostro tempo è lo smantellamento della famiglia, cioè dell’umano. Altri tipi di famiglia non sono neppure copie conformi all’originale, che non accetta scimmiottature. Mi spiace essere così assertivo, ma dobbiamo avere il coraggio di dire la verità. E non sto parlando del matrimonio cristiano, ma del matrimonio: il per sempre è una sfida straordinaria, ma se il per ora è instabile oggi non lo diventerà domani…La famiglia vince la più grande infamia, la più insopportabile per
l’uomo: la solitudine”.
 
Nel corso dell’intervista trova spazio una riflessione con cui risponde a quanti credono che i cattolici non abbiano il senso della concretezza della vita perché dediti solo alla preghiera, allo spirito. “La separazione tra il cattolico che prega e il cattolico, più sociologico, che opera, è stata superata in modo meraviglioso – sottolinea –  dal Concilio Vaticano II affermando che l’umana realtà spirituale, per definizione, è incarnata. Gli uomini spirituali non sono appartati dalla storia, soprattutto quando la storia li sfida”.
 
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