POVERTA’ IN ITALIA

Povertà in Italia. “Le politiche contro la povertà in Italia o non ci sono affatto o non sono adeguate: e lo si vede!”. È il grido di allarme che accomuna molti editoriali dei giornali Fisc in uscita in questi giorni. Vincenzo Rini, direttore della Vita Cattolica (Cremona), riflette: “Occorre che Governo, Parlamento, partiti pensino, oltre che alle riforme istituzionali, alle riforme sociali, in uno spirito di solidarietà coniugata con la sussidiarietà: si deve dare sostegno deciso a quelle iniziative provenienti dalla società, che possono più direttamente giungere a creare sostegno ai poveri. La lotta alla povertà deve diventare per il governo una priorità politica”. La questione della povertà, avverte Vincenzo Tosello, direttore di Nuova Scintilla (Chioggia), “è certamente complessa e non può avere soluzioni facili. Tuttavia, qualcosa, anzi molto, di più si può e si deve fare. Prima di tutto occorre prendere sul serio la deriva verso cui stanno andando un numero crescente di famiglie che non riescono più a procurarsi il necessario per vivere”. Secondo Salvatore Coccia, direttore dell’Araldo Abruzzese (Teramo-Atri), “è indispensabile che la nostra classe politica prenda in seria considerazione il dramma della situazione lavorativa: il lavoro continua a mancare e non si vedono segnali di ripresa a livello d’investimenti produttivi. Le imprese continuano a chiudere invece che aprire”. Il Ponte (Rimini) rilancia un articolo del Sir sul Rapporto “Il bilancio della crisi. Le politiche contro la povertà in Italia”, realizzato da Caritas Italiana: “Tra le prospettive ‘realizzabili’ di politiche pubbliche di contrasto alla povertà, indicate dalla Caritas italiana, c’è quella del Reis, il Reddito d’inclusione sociale, auspicato anche dalla Alleanza contro la povertà in Italia alla quale la Caritas aderisce”. Alla povertà di tanti italiani si aggiunge quella di tanti stranieri, come sottolinea il Nuovo Diario Messaggero (Imola), che trova consolanti “le tante iniziative di solidarietà del popolo italiano formato dal Vangelo e dalla cultura cristiana all’esperienza della fraternità. Ci sono anche il pane, la casa e il lavoro, ma non solo. C’è un’accoglienza e una compagnia che riscalda il cuore più del pane. Ci può essere un sorriso, un ascolto, una stretta di mano e una condivisione che non hanno prezzo”.

 
Povertà è anche “essere malati, disabili, anziani”. Commentando i dati Istat riguardanti l’aumento di malati di Alzheimer, Corrado Avagnina, direttore dell’Unione Monregalese (Mondovì), osserva: “La malattia mentale è tra quelle più problematiche e più debilitanti per chi sta attorno, ma non si può lasciar emergere quella che Papa Francesco chiama coraggiosamente la ‘cultura dello scarto’. Chi patisce di demenza senile e di malanni affini deve poter contare su un atteggiamento, dei singoli e della società, per cui ci si fa carico e non si procede a… scaricare. Una tossina, questa, che si può insinuare, dentro il clima del nostro tempo efficiente al massimo, con connotati per lo più giovanilistici e con retro-pensieri su chi serve ancora e chi non serve più…”.
Quale cura per superare crisi e povertà? La Voce dei Berici (Vicenza) rilancia una nota Sir a firma di Nicola Salvagnin, che propone “una ricetta per l’Italia”: “I beni patrimoniali di un qualche valore potrebbero confluire in un apposito fondo, collegato all’emissione di una colossale obbligazione che avrebbe proprio in quel patrimonio la garanzia e da esso i proventi realizzabili nel tempo e nelle condizioni migliori, per poi poterla rimborsare a tempo debito. Stiamo parlando di almeno 200 miliardi di euro, ma c’è chi si spinge ad ipotizzare fino a 7-800 miliardi”. E a proposito di tante promesse della politica Amanzio Possenti, d…

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