LA LIBRERIA EDITRICE VATICANA ALLA FESTA DEL LIBRO DI PORDENONE

Il Vaticano, si sa, interessa. Suscita curiosità. A volte se ne parla male. Altre, come di questi tempi, con Papa Francesco, attira l’attenzione e la voglia di sapere, di conoscere. Insomma, si vorrebbe sapere qualcosa di più di questo “misterioso” Vaticano.

Eppure a Pordenone, ormai da 7 anni, il Vaticano è presente. E’ certo, una presenza particolare. Si può definire libraria. Ma non è solo questo. I libri fanno conoscere persone, istituzioni, realizzano incontri, favoriscono dibattiti, creano e diffondono cultura.
Il Vaticano, questo ospite un po’ misterioso, è entrato in punta di piedi in questa bella e storica città ospite di “PordedoneLegge”. Erano sette anni fa e partecipava, per la prima volta a quella rassegna di scrittori, per lo più legati al territorio, che vede la presenza di Editori di fama nazionale e internazionale. E lì, fra le 120mila persone che visitano stand e partecipano a dibattiti, la Lev – la Libreria Editrice Vaticana – è stata ospite per il suo primo tratto di strada.
Ora, per la terza volta consecutiva, si presenta in città con un proprio programma e un proprio punto di vista. Il desiderio è quello di poter porre maggiormente l’attenzione al dibattito e alla ricerca che avviene in casa cattolica e offrirlo come proposta avvincente. Lo sforzo è quello di creare occasione di incontri non tanto e non solo con autori, ma anche con esponenti significativi e autorevoli del mondo cattolico italiano e internazionale per essere, come ha detto in Brasile Papa Francesco, “una Chiesa che non ha paura di incontrare le persone sulla loro strada”.
Ecco allora che arte, storia, teologia, economia, liturgia, spiritualità sono le corde sulle quali si muove anche in questo appuntamento la Lev a Pordenone per operare – direbbe ancora papa Francesco – “una valorizzazione crescente dell’elemento locale e regionale”.
E’ una sfida, certo. Una sfida che non può vincere da solo chi viene da fuori, da lontano. Una sfida che si vince se laici e preti, donne e uomini di Pordenone si rendono conto di ciò che sono e di ciò che hanno donato non solo all’Italia, ma a tutto il mondo. E questo già in tempi in cui non si parlava di globalizzazione. Una sfida che i laici e i preti di Pordenone vogliono affrontare insieme con la Lev.
Una occasione, dunque, per conoscersi. Anzi, per riconoscersi portatori di una ricchezza che ha generato cultura, arte, fede. Una ricchezza che ha fatto fiorire anche l’economia del territorio, proprio perché alla base c’era molto di più della sola, spasmodica ricerca, del risultato economico.
Ecco, quello che sta facendo la Lev a Pordenone con la Chiesa locale è un grandissimo investimento. Non un investimento solo in termini economici, ma umani ed ecclesiali. Un investimento sulla possibilità di essere una Chiesa che comunica, che sa dire parole vere e nuove a questo nostro tempo percorso e percosso dalla disillusione e solitudine. Una Chiesa dove laici e preti lavorano insieme per accompagnare, nuovamente e con coraggio e generosità, “il cammino, mettendosi in cammino con la gente”, ci dice ancora papa Francesco.
Perché, in ultima analisi, la Lev, il Vaticano, è a Pordenone proprio per dire che anche il Papa è – seppur virtualmente – qui, in questa città, e con tutti noi opera per essere “una Chiesa capace ancora di ridare cittadinanza a tanti dei suoi figli che camminano come in un esodo”. Insomma, eccoci donata una settimana per poter essere una “Chiesa che torni a portare calore, ad accendere il cuore”.
 
Giuseppe Scotti
 
(Giovedì 3 ottobre 2013)
 
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