IL NUOVO GOVERNO

“Un buon esordio ma ora avanti con le priorità. Su tutte il lavoro e la famiglia”. È il commento che accomuna molti editoriali dedicati al nuovo esecutivo, guidato da Enrico Letta. “Sul tappeto – scrive Francesco Zanotti, direttore del Corriere Cesenate (Cesena-Sarsina) – ci sono problemi urgentissimi. Il lavoro è diventato senz’altro il primo da affrontare. I giovani non lo trovano e chi lo perde, quarantenne o cinquantenne, vive un evento drammatico, spesso irrisolvibile. In questo quadro, è a rischio la tenuta sociale, con la famiglia a pezzi, stritolata da decenni di libera uscita che hanno prodotto solo guasti”. Anche Giampiero Moret, direttore dell’Azione (Vittorio Veneto), indica nel lavoro “la priorità” per questo governo, ma “per sconfiggere la disoccupazione e far aumentare il lavoro è necessario far ripartire la crescita (…). C’è da rimettere in moto il circolo virtuoso: produzione, lavoro, consumi, produzione…”. Di lavoro si occupa anche il Nuovo Diario Messaggero (Imola) che, in occasione della festa del 1° maggio, pubblica il messaggio del direttore della Consulta regionale per la pastorale del lavoro, don Ottorino Rizzi, il quale esprime “la vicinanza delle diocesi dell’Emilia Romagna in particolare a coloro che mancano del lavoro, ma in generale a tutta la comunità della Regione”. Per Vincenzo Tosello, direttore di Nuova Scintilla (Chioggia), “quello del lavoro è un punto cruciale, prioritario. La disoccupazione giovanile al 35% in Italia è intollerabile; come è deprimente l’espulsione dal posto di lavoro con la chiusura di molte imprese per la insopportabile stretta creditizia. L’Italia, come l’Europa, hanno bisogno di futuro, ma senza lavoro rischiano la paralisi: lo si tocca con mano nel contatto con la gente, oltre che nelle spietate cifre statistiche”. Oggi, osserva Alessandro Repossi, direttore del Ticino (Pavia), “servono strategie a più ampio respiro, che incoraggino i nostri giovani a sposarsi e ad avere figli. Va cambiato il modello di una società che, negli ultimi anni, si è basata troppo sul consumismo e sull’individualismo. Non si devono più toccare i livelli di esasperazione che sfociano a volte in gesti disperati e assurdi”. La Cittadella (Mantova) rivolge al nuovo governo “il proprio augurio e sostegno” ma anche un “un semplice e convinto suggerimento: quando avvertirà i primi sentori di stagnazione e sottogoverno (e questo è da mettere in conto che avverrà e neanche fra molto tempo) trovi il coraggio e la forza di saper rischiare, anche a costo di dare qualche strattone energico. Ne abbiamo bisogno tutti”. Anche perché, aggiunge Vincenzo Rini, direttore della Vita Cattolica (Cremona), “sarebbe terribile se dentro il governo e il Parlamento riprendessero, in dispregio di ogni senso di responsabilità, i soliti giochi e i distinguo senza senso. Sarebbe assurdo fare cadere questo esecutivo per andare a nuove elezioni. Le quali, anziché risolvere i problemi, ne acuirebbero la drammaticità”. Secondo Antonio Ricci, direttore del Corriere Apuano (Massa Carrara-Pontremoli), “a garanzia della tenuta del governo sta una situazione diversa da quella del precedente: la ‘minaccia’ di Napolitano di prendere eventualmente atto del fallimento del progetto e quella dello stesso Letta che non vuol vivacchiare a tutti i costi”. Al riguardo Marco Zeni, direttore di Vita Trentina (Trento), puntualizza che “il premier Enrico Letta si è dato 18 mesi per la ricerca per quella che ha definito una cura adeguata come soluzione concreta ai problemi”. Per Filippo Curatola, direttore dell’Avvenire di Calabria (Reggio Calabria-Bova e Locri-Gerace), “una suggestiva speranza – o, se volete, un auspicio…

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