IL NUOVO ANNO SCOLASTICO

Al centro degli editoriali Fisc anche la riapertura delle scuole. “La ripresa dell’anno scolastico – afferma Bonifacio Mariani, direttore del Nuovo Amico del Popolo (Chieti-Vasto) – è motivo di stimolo a ripensare la scuola come luogo di formazione della persona, auspicando una sorta di ‘progetto’ condiviso e compartecipato: docenti, genitori e alunni. (…) L’augurio è che si possano creare le condizioni perché i ragazzi siano aiutati a comprendersi, a superare le difficoltà, ad acquisire conoscenze ed esperienze che li aiutino a una maturazione globale della personalità”. Secondo Corrado Avagnina, direttore dell’Unione Monregalese (Mondovì) e della Fedeltà (Fossano), “nella realtà multietnica e multiculturale di oggi questo spazio ‘umano’ che la scuola è e deve diventare si trasforma anche in un laboratorio di società che cambia, che si disegna al plurale, che si apprezza nei differenti apporti. (…) La scuola ideale non esiste, lo sappiamo. Esistono le persone in carne e ossa. Esistono situazioni, limiti, bisogni, angustie… che tra i banchi vengono a galla. Insieme a una ricerca di senso, che forse resta un po’ criptata, ma che non va disattesa mai. Così a giugno ci si augura di arrivare sì con tante abilità in più, ma soprattutto con un’umanità più ricca”. Sul Nuovo Giornale (Piacenza-Bobbio) viene pubblicato il “messaggio al mondo della scuola” del vescovo Gianni Ambrosio, che mercoledì 3 ottobre, alle 15, in cattedrale presiederà la celebrazione della Messa d’inizio anno scolastico. Ai “cari studenti” il vescovo augura, tra l’altro, di “poter scoprire poco alla volta il segreto della vita, cercando la verità” e aprendosi “al Mistero con la mente e con il cuore”. Il Momento (Forlì-Bertinoro) riporta i dati sulle scuole paritarie in Italia: “Sono 13.500 e rientrano a pieno titolo nel servizio pubblico; 9 mila di queste sono cattoliche o d’ispirazione cristiana, frequentate da 727 mila studenti”. Con la legge 62 del 2000, ricorda il settimanale, “lo Stato si è impegnato a sostenere le paritarie con un contributo di 530 milioni di euro all’anno, dimezzato nel 2009 e mai reintegrato, anche se più volte promesso. (…) E qui davvero i conti non tornano”. Sul Nuovo Diario Messaggero (Imola) mons. Carlo Sartoni, vicedirettore dell’Istituto superiore di scienze religiose di Forlì, sottolinea l’importanza dell’insegnamento della religione cattolica “nel cuore di una formazione”: si tratta di “un valore aggiunto qualunque sia il credo e l’estrazione culturale dello studente. Esso è di fatto capace di proporsi come significativa risorsa di orientamento per tutti e d’intercettare il radicale bisogno di apertura a dimensioni che vanno oltre i limiti dell’esperienza puramente materiale”. L’Ora del Salento (Lecce) propone, invece, una riflessione su “educare alla speranza”, a firma di Maria Rita Verardo Romano, già presidente del Tribunale per i minori di Lecce. “Educare i bambini, i giovani e – perché no? – anche gli adulti alla speranza – spiega Verardo Romano – vuole dire rimboccarsi le maniche, mettersi in gioco, sporcarsi le mani e testimoniare di persona che uniti ce la si fa in uno sforzo condiviso di ricerca della comune umanità”.

 
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