DALL’UNITA’ D’ITALIA AD OGGI

“Si può celebrare l’Unità d’Italia senza approfondire il contributo dei cattolici nella formazione della via italiana alla democrazia a partire dalla Costituente?”. È l’interrogativo che fa da sfondo alla nota di Antonio Nizzi, direttore editoriale della Gazzetta di Foligno. “La Chiesa locale stessa – scrive Nizzi – interrogandosi sulla situazione presente, avverte i legami con le luci e le ombre del suo passato e ha coscienza di doversi misurare con un’eredità con la quale è utile confrontarsi. Ricordando il passato, inoltre, si ricostruisce anche quella serie di effetti che la storia ha prodotto e stratificato nel tempo, fino a contagiare i nostri modi di pensare, pregiudizi e stereotipi inclusi. (…) È tempo ormai, rifuggendo da miti e celebrazioni di parte, di rileggere la storia locale postunitaria con più equilibrio critico”. Marino Cesaroni, direttore di Presenza (Ancona-Osimo), ricorda le figure di alcuni politici cattolici: De Gasperi, La Pira, Fanfani, Gronchi, Moro… “Le stagioni in cui i cattolici si sono impegnati in politica – sottolinea Cesaroni – hanno sempre contribuito a migliorare le condizioni sociali ed economiche di tutto il popolo italiano. In quelle stagioni hanno operato uomini coraggiosi. Amici cattolici: coraggio!”. Secondo Lauro Paoletto, direttore della Voce dei Berici (Vicenza), “la Chiesa e i cattolici sono chiamati, oggi forse più di ieri, a mettere in campo concretamente tutto il proprio ‘supplemento di anima’ che deriva dalla fede (…). È il modo più autentico per ridare un futuro al Paese, per dire ai nostri giovani, c’è Speranza”. Sulla situazione socio-politica attuale interviene Voce del Logudoro (Ozieri): “Numerosi sono i problemi che si agitano nei diversi ambiti della società. I temi caldi della politica, del mondo del lavoro, la crisi economica, un malessere sociale che cresce di giorno in giorno”. Per quanto riguarda la situazione politica, rimarca Amanzio Possenti, direttore del Popolo Cattolico (Treviglio), “continua la vecchia storia di sempre… di un’Italia politicamente litigiosa e instabile: non ci interessa né ‘a causa’ né ‘per colpa di chi’; ci importa piuttosto constatare che ci riavviamo verso qualcosa di già visto altre volte, con risultati poco incoraggianti per chi vive la realtà quotidiana di fatica e di ricerca di lavoro e di benessere fuori dalla passionalità dei partiti e da teoremi politici. Parlare di bene comune sottovalutato è proprio fuori luogo?”. Oggi, si legge sul Nuovo Giornale (Piacenza-Bobbio), “non si tratta di riscrivere la Costituzione. I suoi principi sono ancora attuali, lo ribadiamo, ma piuttosto si tratta di rimetterla in sintonia con gli elettori”.
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