CRISI, SCUOLA E LAVORO

Sulle vacanze in tempo di crisi si concentra Emmaus (Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia): “La crisi un lato positivo per il turismo l’ha avuto: si è agevolata (o è stata giocoforza?) la riscoperta di luoghi viciniori altrimenti negletti o addirittura ignorati”. E, quando mancano i soldi si cerca di tagliare anche in modo sbagliato, come dimostra il referendum di Bologna sul finanziamento alle scuole private, di cui tratta l’editoriale dell’Eco del Chisone (Pinerolo): “Al centro della questione devono sempre essere loro, i bambini, e le necessità delle famiglie, in particolare di quelli più fragili e che dunque hanno più bisogno di servizi. Che sia statale o che sia paritaria, la scuola deve sempre essere pubblica, cioè per tutti”. Sul lavoro, nelle sue nuove forme, riflette Gente Veneta (Venezia) mettendo in evidenza che “la flessibilità delle nuove forme contrattuali” ha avuto come “effetto collaterale” non solo “quello della tanto deprecata precarietà”, ma “soprattutto quello della spinta al ribasso delle retribuzioni”.

 
 
 
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