CRISI E POLITICA

“La famiglia e il lavoro – ricorda il Momento (Forlì-Bertinoro) – sono i due ambiti primari dove una generazione mette le radici e fa le prime prove di volo. La nostra classe politica, sottovalutandoli colpevolmente, si comporta come l’orchestrina che continua a strimpellare musichette mentre il Titanic si sta inabissando”. Per questo Vincenzo Rini, direttore della Vita Cattolica (Cremona), si rivolge ai partiti: “Nel cuore di una crisi europea acuita dalla mancanza di solidarietà tra gli Stati membri dell’Unione (…) il primo passo da fare è quello di tacere un poco di più e di collaborare per il bene del Paese”. Dello stesso avviso è Lauro Paoletto, direttore della Voce dei Berici (Vicenza), per il quale “se la sobrietà nella comunicazione è una virtù consigliata sempre, in stagioni di tempeste e marosi come le attuali, diventa assolutamente necessaria da parte di tutti”. Dal nazionale al locale… Cammino (Siracusa) fa il punto della situazione in Sicilia, con le imminenti dimissioni del presidente della Regione (31 luglio) e la possibilità per l’Isola di “trovarsi sull’orlo del baratro”. “Prepariamoci tutti ad affrontare le ‘insidie’ della prossima tornata elettorale – questo l’appello finale del settimanale siciliano –. Facciamolo con serietà e impegno: il futuro di questa nostra terra tanto martoriata è nelle mani di ognuno di noi!”. Riguardo ai tagli delle Province annunciati dal governo, Roberto Pensa, direttore della Vita Cattolica (Udine), ricorda che “le Province non si possono abolire, nemmeno nella nostra Regione speciale. La Costituzione le indica come un’articolazione necessaria del nostro ordinamento. Possiamo accorparle come vogliamo, ridisegnarne le competenze in modo assolutamente originale, ma cancellarle no! Ci vorrebbe, infatti, una modifica costituzionale”. Giampiero Moret, direttore dell’Azione (Vittorio Veneto), allarga lo sguardo alla situazione politica europea. E sottolinea: “La vera via d’uscita, secondo l’opinione dei più veri europeisti, non sta nell’Europa a due velocità e nemmeno nei provvedimenti che sono stati presi nelle scorse settimane. Questi sono certamente utili per tamponare le falle che farebbero sprofondare la nave. Ma la vera salvezza sta nell’integrazione politica degli Stati europei. La nascita di una vera autorità che possa prendere decisioni per il bene comune e che potrebbe unificare le due anime dei popoli europei”. La Guida (Cuneo) evoca “il rischio di contagio che corre la democrazia nel mondo”. Infatti, “non sfugge ad alcuno che, in questa grave congiuntura di crisi, non solo finanziaria ed economica, ma anche sociale e politica, continua a indebolirsi, nei Paesi Ue, la democrazia rappresentativa e non sono sufficienti anche generosi movimenti di democrazia partecipativa a salvaguardare importanti elementi di democrazia sostanziale”. Si tratta di “un tema scottante che sarà inevitabilmente all’ordine del giorno nei prossimi mesi, e non solo in Italia”.

 
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