CHIESE LOCALI

Non manca, infine, negli editoriali l’attualità ecclesiale. Il Corriere Eusebiano (Vercelli) riporta la riflessione del vescovo, monsignor Enrico Masseroni, per l’Avvento: è “il tempo della famiglia; il tempo per porci domande attorno alla tavola imbandita anche nei giorni feriali: che cosa decidiamo di fare per rispettare questo Avvento vigiliare del Natale?”. Il presule, infatti, ricorda che “nel mondo ci sono bambini senza futuro, condannati a una vita triste, incapaci di sorridere. Noi, che facciamo per loro? È una domanda sapiente se posta dai genitori ai loro bambini benestanti, a cui la vita non nega nulla. La notizia dei bimbi senza sorriso è inquietante; ma è salutare ripeterla nei giorni che vengono. Gli eventi della vita hanno una diversa valenza educativa”. Insomma, spiega il vescovo, “anche l’Avvento è un’occasione da non perdere per trasmettere ai figli i valori che contano”. Per la Voce Alessandrina (Alessandria), “l’Avvento è un nuovo inizio, che ci chiama a scoprire ancora la buona notizia rivolta a noi”. Di qui un invito a “stare da credenti nell’attesa: non in una falsa tensione, indistinta quanto alla meta e contratta dalla paura; nell’attesa di chi accoglie come buona notizia la propria umanità e l’umanità di ogni fratello e sorella, l’umanità che Dio ha fatto sua nel mistero dell’Incarnazione”. Montefeltro (mensile della diocesi di San Marino-Montefeltro) ricorda l’intervento del vescovo emerito Luigi Negri in occasione della chiusura dell’Anno della fede: la “riconciliazione” è “come un tessuto nuovo che si costruisce nella vita sociale e che magari può apparire piccolo e insignificante ma è la cellula della società nuova, in una società malata che sta morendo, perché sta morendo di mancanza di riconciliazione degli uomini con gli altri uomini. È questa decomposizione della vita sociale ha il volto tremendo della violenza che dilaga ormai imbattibile, irresistibile in tutti gli spazi della vita sociale, cominciando dalla famiglia e caratterizzando anche le vicende internazionali e mondiali”. Ricordando la conclusione della fase diocesana del processo di canonizzazione di don Tonino Bello, sabato 30 novembre, Luigi Sparapano, direttore di Luce e Vita (Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi), osserva che don Tonino ci ha “permesso di guardare in faccia il volto di una Chiesa bella, autentica, vicina, familiare, soprattutto credibile, come Papa Francesco dimostra”. Cresce la voglia di oratorio in diocesi, ricorda Vincenzo Finocchio, direttore dell’Appennino Camerte (Camerino-Sanseverino Marche): “In pochi anni gli oratori, spesso interparrocchiali, da poche unità ora sono oltre 13. Il fenomeno ha messo in evidenza anche la necessità di animatori e gestori degli oratori”. Così in diocesi per il secondo anno si parla de “La cassetta degli attrezzi”: un corso per operatori pastorali principianti da consolidare che “prende l’avvio sabato 30 novembre al don Orione di Sanseverino Marche”. Dopo due anni di restauri, avverte infine il Biellese (Biella), “il duomo spalanca le porte” e per l’occasione arriverà la statua della “Madonna di Oropa” in cattedrale.

 
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