CATTOLICI IN POLITICA

Riprendendo le parole del Papa in Calabria, Emmaus (Macerata) osserva: “Non occorre far fuori la politica” ma serve “una nuova generazione di uomini e donne capaci di promuovere non tanto interessi di parte, ma il bene comune”. Secondo Vincenzo Tosello, direttore di Nuova Scintilla (Chioggia),“una nuova ‘forza’ o ‘presenza’ politica dei cattolici” è “urgente per non far mancare al Paese un contributo così qualificato, pienamente legittimo e anche apprezzabile da tutti nella ricerca vera dell’autentico bene comune che un credente ispirato alla ‘vita buona del Vangelo’ non può non perseguire; anche con quei non credenti pronti a condividerne la sfida sui valori comuni, a partire da un esemplare risanamento della politica stessa. Ai ripetuti inviti della gerarchia deve far seguito una libera, responsabile e autonoma coscienza ideale e operativa dei laici; senza demordere, anche ove non ci fossero i numeri, nel proporre, sollecitare, testimoniare, educando alla vera politica”. “Non basta più dichiarare ad alta voce che il mondo cattolico è oggi un giacimento ineguagliabile di valori, percorsi ed esperienze. Servono persone disposte a testimoniarli nello scenario politico, in maniera autorevole e forti di un autentico radicamento popolare, per evitare il rischio che altri continuino a intestarsi in maniera strumentale e opportunistica le battaglie che ci sono care”, sostiene Guglielmo Frezza, direttore della Difesa del Popolo (Padova). Mino Martinazzoli viene ricordato dalle pagine della Cittadella (Mantova) perché “nell’attuale stagione segnata da tante incertezze e mediocrità è quanto mai opportuno fare riferimento a quelle figure, che per la loro testimonianza e vita, possono essere a ragione annoverate tra i maestri”.
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