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"PRESENTI IN RETE PER ALIMENTARE LE RELAZIONI SENZA FARLE SCHIACCIARE DA NUOVE TECNOLOGIE"   versione testuale
Il commento di don Enzo Gabrieli, Vicepresidente Fisc, al messaggio di Papa Francesco per la 53ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali

“Alimentare le relazioni senza farle mai schiacciare da nuove tecnologie”: questa la missio dei settimanali cattolici presenti in Rete. Lo spiega il vicepresidente Fisc, don Enzo Gabrieli, commentando il messaggio di Papa Francesco per la 53ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. “Nostro compito – spiega don Gabrieli – è quello di annodare sempre, con gioiosa fatica, quelle trame di relazioni che danno senso alla nostra community”. Il mondo digitale è un mondo complesso: “può diventare rete che raccoglie o trappola che può stritolare”. “Ma è proprio nella complessità di questo mondo che siamo chiamati ad avventurarci; il concetto di comunità può rivelarsi fragile, liquido, ma anche leva che ci fa superare i confini, ponte che ci mette in relazione con l’altro – aggiunge don Gabrieli –. Agli educatori, ai nuovi apostoli e missionari del web, è chiesto di fare da pionieri ma anche di vigilare con costanza sui sentieri della social network community perché non tutto e non automaticamente è comunità. Appartenere ad un gruppo social, essere follower di una pagina, rientrare nel popolo dei like, non sempre è un ponte di relazioni, può anche massificare o stritolare il più debole, ferire o uccidere l’altro. C’è anche il rischio di autoisolarsi illudendosi che ci si può aprire al mondo e fare comunità, dietro uno schermo o con in mano un smartphone. Uno può pensare di affacciarsi sul mondo, ma senza creare nessun contatto umano, illudersi di aver raggiunto i confini senza muoversi dalla poltrona di casa”. Il vicepresidente della Fisc ricorda che “la relazione è invece contatto, è anche fatica, è rinuncia all’io perché prevalga il noi, è scomodarsi nei sentieri contorti della vita, è vero e proprio Amen, un sì all’altro con tutto ciò che comporta, come in amore; è una sinfonia liturgica fatta di gesti e di silenzi, di attese e di sguardi; è un cammino fatto insieme che non può ridursi ad uno smile o ad un like ad un post che ha attirato per un attimo la mia attenzione e che verrà macinato dal fiume di informazioni che ci inondano ogni giorno”.
(25 gennaio 2019)
Fonte Sir: www.agensir.it
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