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VIAGGIO TRA I PROGETTI FINANZIATI DALL'8x1000 
GIORNALISTI FISC IN EGITTO
VIAGGIO TRA I PROGETTI FINANZIATI DALL'8x1000   versione testuale
Prende il via oggi, 28 novembre, dal Cairo, il viaggio dei giornalisti della Fisc, vincitori del concorso 𛹥000 senza frontiere
Dagli inviati Sir Daniele Rocchi e Chiara Biagioni

揢n viaggio per ribadire la solidariet e la disponibilit della Chiesa italiana ad aiutare l扙gitto nell抋mbito sociale, della sanit, della formazione e dello sviluppo. In questi settori, infatti, sviluppiamo tutti i nostri progetti che sono attualmente 14, se consideriamo il periodo 2013-2018, per un ammontare complessivo di circa 2,5 milioni di euro.

Cos don Leonardo Di Mauro, responsabile del Servizio per gli interventi caritativi a favore dei Paesi del Terzo Mondo, illustra al Sir il viaggio in Egitto di un gruppo di giornalisti della Federazione italiana dei settimanali cattolici (Fisc), risultati vincitori del concorso 𛹥000 senza frontiere, promosso dalla Fisc e dal Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica della Cei. Da oggi (e fino al 2 dicembre) il gruppo composto da 12 giornalisti, guidati da don Adriano Bianchi, presidente della Fisc e dallo stesso don Di Mauro, si muoveranno tra la capitale egiziana, Il Cairo, Alessandria d扙gitto e Ismailia per conoscere i progetti in atto e visitare le comunit locali.

Cristiani nel mirino. 揕扙gitto spiega il direttore dell扷fficio Cei che opera per realizzare la solidariet e la cooperazione tra le Chiese a favore delle popolazioni dei Paesi del Terzo Mondo e promuovere lo sviluppo delle comunit locali il Paese con la pi numerosa presenza cristiana del Medio Oriente, conta, infatti, circa dieci milioni di fedeli (quasi il 10% della popolazione), in larghissima maggioranza copto-ortodossi. Una minoranza nel mirino dei fondamentalisti e dei terroristi islamici che hanno attaccato chiese, conventi e fatto stragi. L抲ltima risale al 2 novembre scorso quando sette pellegrini copti di Sohag sono stati uccisi da un commando jihadista mentre tornavano da una visita al monastero di Anba Samuel il Confessore, nel governatorato di Minya, a circa 220 chilometri a sud-est del Cairo. Non meno radicata nel Paese la piccola comunit cattolica composta da 250 mila fedeli di ben sette riti (copto-cattolico, latino, melchita, siriaco, caldeo, armeno e greco-cattolico). Le sue radici, legate anche a Francesco d扐ssisi e al suo incontro nel 1219 a Damietta, con il Sultano Malek el-Kamel durante le Crociate, oggi fruttano 搒egni di speranza e di dialogo grazie alle scuole, alle strutture sanitarie e culturali aperte a tutti, cristiani e musulmani.

In visita ai progetti Cei. Il programma del viaggio prevede, tra le altre cose, l抜ncontro con l扐ueed (Association of Upper Egypt for Education and Development) che si occupa dell抋lfabetizzazione e sviluppo in 27 villaggi dell扐lto Egitto. Il progetto finanziato dalla Cei si incentra sulla promozione del diritto dell抲omo (specie donne e bambini) alla salute, sulla lotta alla povert, alla discriminazione e si rivolge a oltre 700 beneficiari. In programma visite all扥spedale Santa Teresa del Bambino Ges a Schubra (Cairo) e a quello di Port Said, diocesi di Ismailia, guidata dal vescovo Makarios. In quest抲ltimo la Cei sta finanziando l抋cquisto di attrezzatura medica per il reparto di neonatologia. Ad Alessandria d扙gitto il gruppo di giornalisti far visita all扥rdine dei Carmelitani Scalzi e a due progetti da loro curati, l抩spedale e l抋silo. L抲ltimo giorno sar dedicato all抜ncontro con i Frati Comboniani e alla visita della scuola per rifugiati e al terreno da loro acquistato grazie al contributo della Cei. Da diversi anni i padri bianchi operano in Egitto al servizio dei rifugiati in particolare quelli in arrivo dal Sudan e dal Sud Sudan. La nuova scuola che dovrebbe sorgere sul terreno acquisito accoglier 450 studenti.

揜accontare il bene e raccontarlo bene. 揚er noi conclude don Di Mauro sar interessante conoscere direttamente queste realt e per i giornalisti dei settimanali cattolici sar molto importante raccontarne la vita. Raccontare il bene e raccontarlo bene,

con la speranza che le nostre diocesi siano ulteriormente stimolate a promuovere solidariet e vicinanza a chi nel bisogno. La presenza dei giornalisti serve a far conoscere alle Chiese locali le realt che sosteniamo con i fondi dell𘴭000.

La nostra visita, quindi, vuole essere un segno e un messaggio agli italiani per dire loro che la Chiesa vicina a chi soffre grazie all抋iuto dell𘴭000 che arriva lontano e che non si ferma solo entro i nostri confini.

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