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INCONTRO DI ILLUSTRAZIONE SULLA NUOVA LEGGE EDITORIA   versione testuale
Roma, martedì 4 luglio 2017
Di seguito l'intervento di don Adriano Bianchi in apertura del convegno.
In allegato le slide dell'avvocato Marco Rossignoli, legale rappresentante del Corallo e il prospetto di calcolo contributo.
 
Nuove leggi sono un’opportunità per tutti
“Riteniamo che questo incontro sia uno snodo fondamentale per capire il momento che stiamo vivendo e individuare una direzione comune che abbiamo condiviso come Fisc, Acec, Corallo insieme con Uncs” ha spiegato Bianchi “Verso un progetto di comunicazione unitario e multimediale” rivolto ai responsabili delle realtà mediatiche diocesane, in corso oggi a Roma. “Sicuramente le leggi dell’editoria e del cinema sono un’opportunità per tutti – ha spiegato don Bianchi – nel senso che, rispetto alla normativa precedente dove accedevano ai contributi solo alcuni soggetti, oggi la legge apre a tutti, da Bolzano ad Agrigento”. “Certo – ha chiarito il presidente Fisc -, ci sono delle condizioni da verificare per vedere se possiamo rientrare nei parametri previsti, ma il fatto che valgano per tutti ci interroga tutti, e ci chiede ‘che cosa posso fare io nella mia diocesi per dare struttura a questo meccanismo?’. Così, per molti di noi queste leggi rappresentano un’opportunità, che ci chiama a uno sforzo di creatività e di fantasia, perché o la scommessa la facciamo ora o perdiamo il treno”. Don Bianchi individua alcuni punti fermi: “Primo, la diocesi: noi qui oggi siamo a parlare di comunicazione diocesana, dove dobbiamo attuare una prima sinergia, perché abbiamo un panorama troppo frammentato. Oggi la legge ci sprona ad attuare ciò che già il Direttorio ci invitava a fare: una sinergia tra i media, non formale, ma sostanziale”. Per questo è necessario “mettere al centro la comunicazione diocesana, i nostri media. Ma noi qui non diamo indicazioni dall’alto, siamo a servizio. Le scelte non si fanno a Roma, è in ciascuna diocesi che si gioca la partita”. “Se viene a mancare la comunicazione diocesana – ha concluso – c’è un deficit di evangelizzazione e di presenza, diminuisce la comunione, viene meno un elemento di missione. Non subiamo il cambiamento, facciamo un tentativo di fantasia”.
 
Fonte Sir (www.agensir.it)
(mercoledì 5 luglio 2017)
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